Funghi e tartufi
Tra le varie specialità locali troneggiano quelle a base di funghi e tartufi utilizzati nei condimenti dei primi piatti asciutti ma che ben si sposano anche con i secondi di carne; nella zona si trovano sia il tartufo nero o scorzone, portato in trionfo a Frontino nella sagra che si svolge le prime domeniche di Agosto, e il tartufo bianco pregiato, ricercatissimo e prezioso tubero dal profumo inconfondibile per i cani dei cercatori.
I ristoranti della zona propongono tutti, nella stagione autunnale, primi piatti, come tagliatelle, ravioli e gnocchi, serviti con tartufo fresco.
I funghi costituiscono un altro elemento dall'intenso profumo, prezioso condimento nei ragù e che si possono assaggiare nei locali tipici della zona.
Per chi decide di andare alla ricerca dei funghi si ricordi di informarsi bene sui regolamenti e sulle autorizzazioni necessarie alla raccolta che deve comunque essere fatta con l'ausilio di cesti in vimini dove riporre i prelibati frutti del sottobosco.
La primavera è il periodo dei prugnoli, i profumatissimi funghi ai quali Miratoio, nel Comune di Pennabilli, dedica a fine Maggio, una ricca sagra.
La cucina
La Gastronomia del territorio del Parco è il punto di incontro tra le tradizioni culinarie di questa terra e i sapori della Romagna e della Toscana; la cucina è fatta di pietanze povere ed essenziali i cui ingredienti provengono dagli orti, dai campi, dalle aie, dai boschi e dai pascoli, seguendo il ritmo naturale delle stagioni.
Anche le minestre in brodo sono assai frequenti sulle tavole di montagna: tipici sono i passatelli in brodo, i cappelletti e i maltagliati con i ceci ed insaporiti con il rosmarino. La polenta rappresenta poi una specialità tipica di queste zone: la si cucina ben densa e condita con fagioli o con il ragù arricchito da cacciagione.
Fra i secondi piatti a base di carne non c'è che l'imbarazzo della scelta tra la cacciagione, l'agnello, cucinato in diversi modi, carni bovine rigorosamente dei pascoli della zona e carni suine.
Proprio il maiale costituisce una fonte di approvvigionamento di carne per tutto l'anno e l'uccisione dell'animale è un'antica tradizione tramandata fino ai giorni nostri: del maiale non si butta niente e così si preparano il sangue, il fegato e i ciccioli (o cicoli) da consumare subito mentre salami e salsicce vengono conservati fino alla primavera; il lardo viene consumato gradualmente e il prosciutto arriva dopo la stagionatura fino all'inverno successivo.
Per la stagionatura del prosciutto Carpegna e il suo prosciuttificio possiedono una grande fama e tradizione: qui vengono stagionate migliaia di cosce di maiali, di prima qualità ed allevati esclusivamente in Italia; l'aria buona di queste colline, il clima e il tempo fanno il resto per ottenere un prosciutto dal sapore e dal profumo unici.
Formaggi
I formaggi della zona sono rappresentati soprattutto da pecorini, consumati freschi o stagionati, e dalla ricotta nostrana. Il territorio offre anche le condizioni ideali per la produzione del miele; numerosi apicoltori della zona vendono direttamente il dolce nettare ma lo si trova da acquistare facilmente anche nei mercati settimanali o nelle sagre.
Il Miele
La Marchigiana
Erbe selvatiche
La conoscenza delle erbe selvatiche riveste grande importanza; infatti queste sono utilizzate per saporite insalate, per frittate o per il ripieno dei cascioni o cassoni; questi ultimi sono riempiti anche con la zucca o con le patate.
Dolci
La tradizione locale dei dolci la si scopre soltanto se si frequentano i forni: ogni località ha infatti il suo dolce tipico o la sua varietà arricchita con ingredienti particolari e a volte segreti; a Pennabilli per esempio la pagnotta di Pasqua con l'uvetta è da sempre una tradizione; viene consumata per tutto il periodo pasquale e la mattina di Pasqua la si accompagna con l'uovo sodo benedetto e il salame; nella Valle del Foglia invece la pagnotta pasquale è salata e tra gli ingredienti prevede anche il formaggio pecorino grattugiato. Il bustrengo è un altro dolce tipico fatto con latte, farina ma poi la ricetta varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia.
Piadina
La vicinanza della Romagna si fa sentire anche con la piadina; nella Valle del Marecchia si trova la classica piadina romagnola farcita con formaggi, salumi o semplicemente al posto del pane per accompagnare secondi di carne; nella valle del Foglia o per così dire "al di là del monte" la piadina la si mangia sfogliata molto più ricca in grasso ma altrettanto gustosa.
Molti piatti e pietanze dei Comuni del Parco vengono comunque consumati addirittura solo una volta all'anno; è la cucina delle ricorrenze con un calendario che fissa le date e i rituali dei cibi e che si è tramandata da padre in figlio nella storia di questo territorio.